Matisse. Il mondo in una stanza
L’arte africana, islamica, russa, cinese e del Pacifico hanno influenzato il linguaggio di Matisse, ridefinendo i confini stessi del modernismo occidentale
di Maria Rosa Sirotti

Il MUDEC - Museo delle Culture presenta un progetto espositivo sul rapporto tra Henri Matisse e le culture extra-europee che l’artista incontrò nel corso dei suoi studi e delle sue spedizioni. Il percorso riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta, sculture e fotografie, provenienti da prestigiosi istituti internazionali abbracciando l'intero arco dell’opera dell'artista in 8 sezioni, ciascuna delle quali analizza un tema chiave nell’evoluzione della sua ricerca.

Dai capolavori di nudo femminile come il Nudo seduto di schiena del 1917, in arrivo dal Philadelphia Museum of Art, o i nudi giovanili concessi dalla Pierre and Tana Matisse Foundation di New York, ai ritratti come La Femme au voile dal MoMA di New York e tanti altri, si alle sculture della serie Jeannette e ai lavori su carta, fino all'ultimo dipinto di Matisse: Femme à la gandoura bleue.

A queste opere, si affianca una collezione rara e ricchissima di oggetti e tessuti: non opere di contorno, ma interlocutori cruciali, preziosi compagni di una vita che permettono di ricostruire la trama dei debiti e dei dialoghi intessuti da Matisse con l'arte e il design di altre geografie. Matisse amava circondarsene nelle stanze della sua quotidianità, attivando quell’atmosfera multisensoriale tipica dei suoi atelier.

Al centro del rapporto di Matisse con il mondo esterno c'erano le modelle internazionali che posavano nel suo studio, le cui identità etniche e culturali erano spesso trasformate da abiti regionali, folcloristici o di alta moda.

Matisse. Il mondo in una stanza si propone come punto di riferimento nella rivalutazione critica dei concetti di alterità, primitivismo e orientalismo, con ripercussioni che vanno ben oltre il campo della storia dell'arte. La mostra si inserisce nel dibattito in atto sui rapporti tra arte moderna, nazionalismo e cultura coloniale. Infine, il pensiero di Matisse sul ruolo dell'artista e sulla funzione sociale dell'arte rende questa mostra quanto mai attuale.

Il percorso guida il visitatore lungo il processo creativo del maestro e lo invita a una riflessione su come l’arte possa attivare punti di contatto al di là dei confini e invitando a compiere una necessaria revisione critica delle appropriazioni di Matisse da una prospettiva postcoloniale.

“Con questa mostra il MUDEC propone una mostra che invita a rileggere l’opera di Matisse da una prospettiva nuova. Attraverso capolavori e oggetti provenienti da importanti collezioni internazionali, il percorso mette in luce il dialogo che l’artista ha intrecciato con culture e tradizioni di diverse parti del mondo. Una mostra che parla di arte, ma anche di incontro, scambio e apertura, confermando il ruolo del MUDEC come luogo di confronto tra culture e quello di Milano come città internazionale e inclusiva”, ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi.
Matisse attinse all’estetica orientale per condurre riflessioni proprie sui temi della decorazione, della bidimensionalità, del rapporto linea-colore o della luce di cui sentiva l’urgenza ben prima dei viaggi in Algeria, Andalusia o Marocco.

L'arte cinese offrì a Matisse una ricchezza di spunti per un impegno durato tutta la vita, volto a smantellare le gerarchie dell'arte europea e a concentrarsi sul tema eterno dell’essenzialità che si manifesta nella purezza della linea e nella potenza del simbolo.
Matisse partì per Tahiti nel 1930 e le sue opere successive facevano ripetutamente riferimento a fiori di tiaré, a uccelli, alghe, meduse, attinti dai ricordi profondie sedimentati nell’intimo.

Il percorso della mostra si conclude davanti all’ultimo quadro realizzato da Matisse e alla sua ultima scultura, Femme à la gandoura bleue e il bronzo dedicato a Katia.

La mostra, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, è realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza ed è sostenuta da Unipol come Main Sponsor e supportata come Sponsor da Turisanda1924, esclusivo brand di viaggi di Alpitour World, da Enel e da BPER Banca.
MUDEC
Via Tortona 56, tel. 02/54917 (Lun-Ven 10.00-17.00)



